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L’ebanista : Cosa sapere dei tuoi mobili ?

Il restauro di un mobile richiede nella maggior parte dei casi l'intervento di un professionista competente, ma piccoli problemi possono essere risolti anche "in casa" con materiali facili da usare e da reperire e con qualche semplice consiglio che qui di seguito cerchiamo di darVi.
Alla fine delle note sul restauro troverete anche un breve glossario dei termini più comuni sull'argomento mobili.
IL MASSICCIO
Chi ha in casa soffitti con travi a vista o un vecchio mobile di famiglia, avrà notato che il legno si fessura e si muove in continuazione. Questo avviene perché il legno massiccio, a differenza delle sostanze sintetiche o dei succedanei del legno (truciolari, MDF, ecc.) con cui sono fabbricati la maggior parte dei mobili d'oggi, è un materiale "vivo" che anche dopo tantissimi anni risente di tensioni interne e variazioni climatiche. E' soprattutto il tasso di umidità dell'aria che spesso causa fessurazioni sui piani (il clima secco asciuga il legno che di conseguenza si restringe in senso trasversale alla venatura) o provoca difficoltà di chiusura di una porta o di un cassetto perché l'umidità ne aumenta il volume.
LE FESSURE
Se la fessura è molto piccola si può chiuderla con un apposito stucco a cera, si trova in commercio in formato stick e in varie colorazioni. Si procede in questo modo: dopo aver scaldato lo stucco per ammorbidirlo, lo si fa penetrare con cura e quindi si sfrega energicamente la parte stuccata con un panno morbido in modo da rimuovere le sbavature.
Per fessure più consistenti si deve per prima cosa fare la pulizia della crepatura con una lama sottile per rimuoverne le impurità. Si stende del nastro di carta su entrambi i lati della fessura quindi si spalma lo stucco per legno , con l'aiuto di una piccola spatola. Una volta asciutto lo si dovrà levigare con carta vetrata a grana sottile per prepararlo alla lucidatura. Esistono in commercio svariati tipi di stucco ma consigliamo l'ecostucco monocomponente ad acqua.
LUCIDATURA
Dopo ogni intervento di restauro che comporti l'uso di stucco (eccettuato quello a cera) o di legno grezzo, bisogna procedere alla levigatura con carta abrasiva a grana sottile prima di colorare la parte riparata con mordente o anilina di tonalità simile al mobile.
Ritoccato il colore si effettua la lucidatura vera e propria con cera, gommalacca o altro tipo di vernice secondo la finitura del mobile. Attenzione: la gommalacca non deve essere utilizzata in un ambiente freddo in quanto asciugandosi a temperatura bassa può causare un effetto di sbiancamento.
MACCHIE DI ACQUA O DI ALCOL
La lucidatura a cera d'api o a gommalacca (rimandiamo al glossario per la definizione di queste sostanze) è sicuramente la più bella e la più naturale ma presenta anche degli svantaggi che è importante conoscere.
Le macchie d'acqua o di alcol sono purtroppo uno dei problemi più frequenti. Se queste sostanze non vengono subito rimosse tendono infatti a lasciare degli aloni biancastri. Esistono in commercio degli oli colorati che per aloni leggeri sono molto efficaci. Se però dovessero permanere si consiglia di passare la zona con paglietta d'acciaio molto sottile, ripristinare quindi la tinta sulla parte sbiancata e procedere poi alla verniciatura.
Nei casi più difficili, quali inchiostro, acidi, bevande calde o bruciature, sarà necessario rilucidare tutta la superficie.
STRISCI
Sono uno dei problemi peggiori e purtroppo più frequenti. Come già detto per il caso delle macchie, la gommalacca e la cera d'api sono tra le finiture più delicate anche da questo punto di vista. Esse, infatti, non offrono la stessa resistenza che hanno le vernici di tipo sintetico, va quindi osservata grande cura per i mobili rifiniti con questi prodotti. Per piccoli strisci esistono comunque in commercio appositi pennarelli da ritocco in varie colorazioni. Consigliamo, dopo averlo passato sullo striscio, di ombreggiare con un panno morbido il colore lasciato dal pennarello in modo da omogeneizzarlo con il resto della superficie.
CASSETTO FATICA A CHIUDERSI
Dopo aver tolto il cassetto, verificare che non vi siano corpi estranei sui correnti o che gli stessi siano fissati correttamente all'interno del mobile. Qualora, a causa della dilatazione del legno, lo scorrimento fosse difficoltoso, sarà necessario piallare i fianchi o il fondo del cassetto fino ad eliminare l'attrito o con il semplice utilizzo della carta vetro.
Ricordare che per mantenere un buon scorrimento dei cassetti questi vanno sfregati lungo i fianchi o sulle guide con paraffina (una candela va bene).
TARLI
Se dovesse presentarsi questo problema si può risolverlo pennellando la parte infestata con un buon antitarlo e, se possibile, chiudendo l'oggetto con nylon e nastro adesivo in modo da ottenere una specie di camera stagna. Nel caso di tarli particolarmente grossi si deve inoculare il prodotto con una siringa provvedendo poi a tappare il foro con dello stucco. Nelle recidive insistere più volte. Procedere dopo 15/20 giorni al controllo prestando attenzione ad eventuale polvere di legno. Attenzione, i prodotti antitarlo sono fortemente aromatici, perciò il trattamento va effettuato in un luogo arieggiato.
GLOSSARIO DEI TERMINI PIU' COMUNI
Anta: la porta che chiude nella parte anteriore la struttura. Può essere con apertura ad anta, a ribalta, ad avvolgibile, scorrevole su rotaia.
Base: la parte più bassa di un mobile poggiante su piedi o zoccolo. In un mobile costituito da due pezzi, è la parte bassa sulla quale poggia il sopralzo o alzata.
Battuta: dicesi di una parte di mobile che va a battere su un'altra incastrandosi con essa. Ad esempio un'anta che si incastra in un'altra o un pannello laterale che si incastra in una cornice ricavata nel telaio.
Bocchetta: il foro attraverso il quale la chiave entra in una serratura. Generalmente il foro è coperto da una placca metallica, o di altro materiale, che può essere a filo o a ridosso.
Bordo o cornice: solitamente si intende lo spessore di un piano e viene definito in millimetri. Può essere a spigolo vivo, arrotondato, smussato (uno dei più comuni è detto "becco di civetta"), intagliato.
Cera: la migliore è quella d'api, usata come lucidante e conservante. Può essere pura o addizionata di cera carnauba, paraffina e anilina. Nei preparati in commercio contiene di solito sostanze solventi che la rendono cremosa.
Corrente: elemento orizzontale interno del mobile che serve da guida al cassetto.
Fianco: il pannello laterale che chiude la struttura di un mobile.
Gommalacca: resina di origine vegetale usata per verniciare. Viene venduta in scaglie ed è di colore ambrato. Si diluisce con alcol puro.
Impiallacciatura: foglio di legno, ottenuto per tranciatura di tavole, dello spessore di circa un millimetro. Viene usata per ricoprire essenze più povere o compensati.
Incastro: taglio particolare di due parti di legno affinché si possano unire fra loro. La forma più usata in passato era la "coda di rondine" cosiddetta per la sua forma a trapezio.
Intaglio: scultura del legno, a scopo decorativo, realizzata con appositi attrezzi. Può essere a rilievo ed è fatto con scalpelli, o incavato e ottenuto con sgorbie.
Intarsio: decorazione ottenuta scavando una superficie di legno e inserendo un'essenza di colore diverso (tarsia) per formare motivi decorativi.
Massiccio: detto anche massello, pezzo di legno ricavato esclusivamente con il taglio del tronco senza aggiunta di altri materiali. Si riconosce per la vena che deve essere uguale da una parte e dall'altra della tavola e che deve proseguire sullo spessore della stessa.
Montante: elemento verticale del mobile che serve a costituirne la struttura portante unito ai traversi. Sui montanti si fissano ad incastro le porte, i fianchi, le schiene, ecc.. E' sempre realizzato in legno massiccio.
Mordente: tintura per legno ottenuta con pigmenti sciolti in acqua. La colorazione del legno grezzo è detta "mordenzatura".
Schiena: la parte posteriore di un mobile, realizzata solitamente in legni poco pregiati o in compensato.
Scrocco: elemento metallico in due parti che serve a tenere chiusa un'anta.
Serratura: la parte metallica che permette la chiusura di un mobile; può essere a "ridosso" quando è fissata esternamente al legno, a "incasso" se è inserita dentro.
Spina: pezzo di legno, solitamente a sezione cilindrica, usato per congiungere due parti di mobile.
Tamburato: piano o fianco formato da una struttura di legno, solitamente abete, sulla quale viene incollato, su entrambi i lati, un foglio di compensato.
Traverso: elemento di un mobile posto in senso trasversale rispetto alla struttura. Ad esempio il traverso di collegamento tra le gambe di una sedia o di un tavolo.
Per chi vuole approfondire la propria conoscenza sull'argomento Arredamento e/o Casa in Oriente, consigliamo la seguente bibliografia.